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Bruxelles nel confronto NATO | Ucraina e sicurezza europea

Lunedì 26 gennaio ho partecipato alla riunione congiunta del Consiglio interparlamentare NATO-Ucraina e della Sottocommissione NATO per i Partenariati ospitata presso il Quartier Generale dell’Alleanza a Bruxelles.
È stato un incontro intenso e concreto, segnato dal senso di responsabilità che accompagna ogni scelta legata alla sicurezza del nostro Paese e dell’Europa.

Nel corso dei lavori abbiamo affrontato il quadro economico, istituzionale e politico dell’Ucraina, l’evoluzione del conflitto russo-ucraino, la situazione lungo il fianco orientale della NATO e il contributo italiano.
Ampio spazio è stato dedicato al processo di pace, al tema delle elezioni in Ucraina e al rapporto tra Kyiv e l’Alleanza con particolare attenzione alle attività dell’Assemblea parlamentare della NATO.

Un rilievo importante ha assunto l’esame del rapporto UNIC sullo stato di avanzamento delle riforme ucraine nel percorso di avvicinamento alla NATO, insieme alle più recenti iniziative internazionali della Camera dei Deputati a sostegno dell’Ucraina.
Un quadro articolato che richiede continuità politica e coerenza istituzionale.

Alla riunione è intervenuto anche il Segretario generale della NATO, Mark Rutte, che ha richiamato con forza il ruolo dei Parlamenti nel sostenere l’Ucraina dalla continuità dell’assistenza alla sicurezza, alla capacità industriale fino alla solidità del sostegno finanziario. Un messaggio chiaro per le democrazie dell’Alleanza.

I co-presidenti dell’UNIC hanno ribadito la posizione che la pace non può nascere premiando l’aggressione. Le sistematiche azioni russe contro le infrastrutture civili, energetiche e idriche colpiscono la popolazione più vulnerabile, soprattutto nei mesi invernali. Ritardi nelle forniture essenziali mettono a rischio vite umane e la tenuta del Paese.

Come Italia continuiamo a fare la nostra parte con senso di responsabilità e visione europea. Il sostegno all’Ucraina non è solo una scelta di politica estera.
È un impegno verso la stabilità del nostro continente e la difesa dei valori democratici su cui si fonda la convivenza internazionale.

 

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