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Referendum Giustizia | Cattolici per un giusto Sì

Riportare la giustizia al centro della fiducia democratica.
È questo l’obiettivo che ha guidato l’iniziativa “Cattolici per un giusto Sì”, che ho promosso e che si è svolta stamani alla Camera dei Deputati, nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto.

Ho voluto questo appuntamento non come un momento di contrapposizione ideologica, ma come un luogo di confronto serio e responsabile, nel quale riflettere sul referendum sulla riforma della giustizia come scelta di equilibrio, garanzia e credibilità democratica.

Da sempre sostengo il al referendum sulla giustizia perché credo che il nostro Paese abbia bisogno di una riforma capace di rafforzare le istituzioni e ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato.

Ad aprire i lavori è stato il sen. Antonio De Poli, segretario nazionale dell’Unione di Centro, che ha ricordato come questa riforma non debba essere letta come uno scontro tra poteri dello Stato, ma come un atto di responsabilità civica, necessario per rendere il sistema democratico più solido ed equilibrato.

Un contributo particolarmente significativo è arrivato dalla sen. Paola Binetti, presidente onoraria del Comitato Cattolici per un giusto Sì, che ha aperto e concluso i lavori richiamando con forza il valore della giustizia come servizio alla persona, fondamento dello Stato di diritto e pilastro imprescindibile della democrazia.

Dagli interventi è emersa una visione chiara: la giustizia non può essere terreno di conflitto, ma deve tornare ad essere garanzia di equilibrio, tutela dei diritti e rispetto della dignità umana.

Il confronto ha coinvolto rappresentanti del mondo giuridico, politico, accademico, sociale ed economico.
Voci diverse, accomunate dalla volontà di offrire una lettura consapevole e informata della riforma, nel pieno rispetto:

  • dell’autonomia della magistratura

  • della centralità del Parlamento

  • del principio di separazione dei poteri

Un dialogo plurale, capace di andare oltre le semplificazioni e di affrontare con serietà un tema che incide profondamente sulla vita dei cittadini.

Il referendum sulla giustizia non è una riforma contro qualcuno, ma per qualcosa.
Non è un attacco alla magistratura, ma una proposta per:

  • ristabilire un corretto equilibrio tra i poteri

  • aumentare la trasparenza

  • rafforzare la fiducia nelle istituzioni

Votare significa chiudere una stagione di conflitti e aprirne una nuova, fondata su garanzie per tutti, su una giustizia più credibile e più vicina ai cittadini.

Per una giustizia che torni ad essere davvero pronunciata “in nome del popolo italiano”.

Questo confronto ha ribadito un messaggio che considero centrale: la riforma della giustizia è una scelta di responsabilità democratica, che chiama ciascun cittadino a partecipare in modo consapevole.

Al referendum sulla giustizia, votare SÌ significa scegliere il futuro delle nostre istituzioni e la qualità della democrazia italiana.

CONVEGNO INTEGRALE

INTERVISTA A RADIO RADICALE

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