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La sfida dell’Italia nel Mediterraneo Allargato | La mia analisi nell’intervista su Formiche

Il mare che ci circonda non è solo un confine geografico ma il cuore pulsante del nostro futuro. In un momento storico in cui gli equilibri internazionali appaiono fragili e le tensioni geopolitiche si moltiplicano, l’Italia è chiamata a un compito di estrema responsabilità: agire come regista della sicurezza nel Mediterraneo Allargato. Di questo e delle nuove sfide che attendono la NATO mi sono confrontato ampiamente con Formiche, testata d’eccellenza per la geopolitica che da anni rappresenta un punto di riferimento per l’analisi strategica nel nostro Paese. Essere alla guida della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della NATO non è solo un incarico istituzionale. Per me è una missione quotidiana che porto avanti con la consapevolezza che ogni decisione presa a Bruxelles o a Roma ha un impatto diretto sulla tranquillità delle nostre famiglie e sulla stabilità delle nostre imprese. La sicurezza non si costruisce solo con la deterrenza ma con il dialogo costante e una presenza autorevole nei quadranti più caldi. Il Mediterraneo è oggi un mosaico complesso di crisi e opportunità. L’Italia ha la cultura, la storia e la capacità diplomatica per tessere le fila di una stabilità duratura. Nella mia conversazione con Formiche ho voluto sottolineare quanto sia fondamentale un approccio integrato. Non possiamo limitarci a guardare ai problemi immediati ma dobbiamo anticipare le minacce ibride, proteggere le rotte energetiche e consolidare quel legame transatlantico che resta il pilastro della nostra democrazia. Ho parlato di un’Italia protagonista, capace di parlare con i partner internazionali con voce ferma ma sempre aperta alla cooperazione e alla difesa dei principi di libertà. Clicca qui per leggere l’intervista su Formiche

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