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Cure palliative | Presentata la Pdl per rendere esigibile un diritto di civiltà

Oggi a Montecitorio ho presentato la Proposta di legge n. 2344 che interviene sul Codice civile per aggiornare e potenziare l’impianto della Legge 38/2010 in materia di cure palliative e terapia del dolore.

Sedici anni fa il Parlamento, con un voto unanime e trasversale, compì una scelta di alto valore civile e morale affermando un principio che unisce etica, diritto e responsabilità pubblica: alleviare la sofferenza è un dovere dello Stato. Con la Legge 38/2010 l’Italia ha riconosciuto il diritto alle cure palliative e alla terapia del dolore come presidio di dignità per la persona e per la famiglia, ponendo la tutela della vita fragile tra i fondamenti della nostra convivenza civile.

Oggi, però, l’aumento dei bisogni non è stato accompagnato da investimenti adeguati. Questo squilibrio ha generato disuguaglianze profonde tra i territori e difficoltà di accesso evidenti, in particolare nelle RSA. I dati sono inequivocabili: solo un italiano su tre riesce ad accedere alle cure palliative, spesso quando è ormai troppo tardi. Entro il 2030 avremo oltre 5 milioni di anziani non autosufficienti. Accompagnare il fine vita in modo dignitoso non è una scelta opzionale. È una responsabilità pubblica.

Nel corso della conferenza ho sottolineato che la dignità della persona non può dipendere dal luogo in cui vive né dal momento in cui avviene la presa in carico. Le cure palliative non rappresentano una rinuncia alla vita, ma una forma autentica di cura che accompagna il paziente e la sua famiglia fino in fondo, senza abbandoni.

La Proposta di legge 2344 nasce per colmare queste distanze e punta a:

    • Ampliare l’accesso alle cure palliative garantendo una presa in carico precoce e uniforme su tutto il territorio nazionale, superando le attuali disparità regionali e assicurando che il diritto non dipenda dal luogo di residenza o dalla fase della malattia.
    • Potenziare la terapia del dolore incrementando i percorsi di diagnosi e trattamento, promuovendo l’appropriatezza terapeutica e assicurando a ogni paziente il diritto al sollievo dalla sofferenza fisica e psicologica.
    • Aumentare la formazione del personale sanitario investendo in percorsi formativi strutturati e continui per medici, infermieri e operatori sociosanitari, affinché le cure palliative diventino una competenza diffusa e non residuale.
    • Migliorare il coordinamento tra ospedale e territorio costruendo reti assistenziali integrate che garantiscano continuità di cura evitando interruzioni, ritardi e frammentazioni nel passaggio tra i diversi livelli di assistenza.
    • Integrare pienamente le RSA nei percorsi assistenziali riconoscendole come parte attiva delle reti di cure palliative con accesso a competenze specialistiche, supporto clinico e strumenti adeguati per tutelare la dignità delle persone più fragili.

La senatrice Paola Binetti, relatrice della Legge 38/2010 e collaboratrice della Pdl, ha ricordato come “le cure palliative siano un presidio di umanità prima ancora che sanitario”. Ha chiesto “una rapida calendarizzazione perché la cultura delle cure palliative deve estendersi e non si deve arrivare a pensare che il progetto di vita non abbia più senso”.

Il Presidente della Commissione Affari Sociali Ugo Cappellacci ha evidenziato che “la Legge 38 non è ancora pienamente applicata e necessita di un aggiornamento”. Il Vicepresidente Luciano Ciocchetti ha sottolineato come “questa proposta completi un percorso già avviato dalla Commissione aprendo in modo strutturale alle cure palliative anche nelle RSA”.

Nella gremita Sala Stampa della Camera dei Deputati, il confronto è stato arricchito da contributi di grande valore con interventi di autorevoli esponenti del mondo scientifico come la professoressa Maria Grazia De Marinis e il dottor Francesco Scarcella che hanno richiamato la responsabilità delle istituzioni nel garantire formazione e percorsi omogenei su tutto il territorio nazionale.

Un’attenzione specifica è stata rivolta anche ai caregiver, in particolare ai più giovani, che troppo spesso affrontano il peso della fragilità in solitudine, sacrificando una parte fondamentale della propria crescita e della propria adolescenza.

In questo contesto, i fondi previsti dalla Legge di Bilancio 2026 con uno stanziamento aggiuntivo di 20 milioni di euro annui per cure palliative e terapia del dolore, rappresentano un passaggio decisivo. Lo stanziamento dei fondi e la Pdl consentono di dare piena attuazione allo spirito della Legge 38/2010 e di trasformare diritti formali in diritti realmente esigibili su tutto il territorio nazionale, oggi negati a troppi cittadini.

Questa proposta di legge non è un atto tecnico. È una scelta politica e morale. Prendersi cura della vita significa proteggerla anche quando è fragile perché la dignità non può attendere.

CONFERENZA STAMPA

 

INTERVISTA ON. PAOLA BINETTI

INTERVISTA ON. LUCIANO CIOCCHETTI 

LOCANDINA

LOCANDINA CURE PALLIATIVE IN PDF

FOTOGALLERY

 

 

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