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Consiglio Nazionale UDC | Identità, territori ed Europa al centro della nuova stagione

Stamane si è riunito, presso Hotel Crown Plaza a Roma, il Consiglio nazionale dell’Unione di Centro alla presenza del segretario nazionale Antonio De Poli e del presidente nazionaleLorenzo Cesa.

Nel corso del suo intervento il segretario nazionale Antonio De Poli ha tracciato la linea politica del partito su tre assi strategici: identità e valori, rilancio organizzativo dai territori, visione europeista.

 

“I nostri valori non sono in vendita”: identità e argine agli estremismi

 

«Vogliamo proseguire con una stagione di rinnovamento dell’UDC, senza mai recidere il legame con i nostri valori e con la nostra identità politica e culturale. I nostri valori non sono in vendita».

De Poli ha ribadito con nettezza il posizionamento del partito come forza di equilibrio nel centrodestra, chiarendo che l’UDC non ha «nulla a che vedere con chi vuole costruire l’AfD in Italia», riferimento al partito tedesco Alternative für Deutschland.

Il messaggio è politico e culturale: l’UDC si propone come argine contro ogni forma di estremismo e come interprete coerente dei valori del centro popolare. «Per noi la politica è prima di tutto coerenza. Siamo e saremo gli ambasciatori dei valori nel Centrodestra».

 

Parte il tesseramento nazionale 2026: congresso e radicamento dal basso

Il secondo pilastro riguarda l’organizzazione interna e il rapporto con i cittadini.

De Poli ha annunciato il tesseramento nazionale 2026 e l’apertura di una nuova stagione congressuale (comunale, provinciale e regionale). Un percorso che punta a ricostruire il tessuto associativo del partito, in un contesto segnato da astensionismo crescente e disaffezione.

«I partiti non riescono più a intercettare la domanda dell’elettorato di Centro. La politica rischia di essere autoreferenziale. Ripartiamo dai territori che sono la linfa dell’UDC».

L’obiettivo dichiarato è ricostituire «dal basso una rete di donne e uomini che si riconoscono nei valori dello Scudo crociato, che mette al centro la persona». Un richiamo esplicito alla tradizione popolare e alla dimensione comunitaria della politica, contrapposta al personalismo.

Europa: superare i veti e rafforzare la legittimazione democratica

 

Ampio spazio anche ai temi europei.

«Siamo fieri di essere europeisti», ha affermato De Poli, sostenendo la necessità di un’Unione Europea più forte e coesa nel nuovo scenario globale.

Il segretario UDC si è espresso a favore del superamento del principio dell’unanimità in sede UE, ritenuto un freno all’efficacia decisionale, richiamando anche il recente veto di Ungheria e Slovacchia sugli aiuti a Kiev.

In linea con il Partito Popolare Europeo, De Poli ha sostenuto l’idea di un rafforzamento democratico delle istituzioni europee, anche attraverso l’elezione diretta di un presidente UE da parte dei cittadini europei.

Una posizione che si inserisce nella visione di «un’Europa dei popoli e non dei mercati», capace di parlare con una voce unica e di essere protagonista sulla scena internazionale.

Una nuova fase politica

 

Dalla difesa dell’identità all’investimento sul radicamento territoriale, fino al rilancio del progetto europeo: il Consiglio nazionale dell’UDC segna l’avvio di una nuova fase politica.

Un messaggio chiaro: rinnovamento sì, ma senza rinunciare ai valori fondativi.  

 

INTERVISTA AL SEGRETARIO NAZIONALE UDC SEN. ANTONIO DE POLI

 

 

 

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